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Posts Tagged ‘social media’

di Daniela Corrado

Parte domani, inaugurazione alle 11.30 con il ministro Bray,  l’edizione 2013 del Salone Internazionale del Libro di Torino. Quest’anno il paese ospite è il Cile, rappresentato dallo scrittore e diplomatico Jorge Edwards.

Il programma di apertura per giovedì 16 maggio è davvero molto ricco: nel pomeriggio, alle 16.30, è prevista la presentazione del libro Ingredienti per una vita di formidabili passioni da parte di Luis Sepulveda, e a seguire, alle 17.30, ci sarà uno scoppiettante dialogo-incontro tra Luciana Littizzetto e Maria Carla Fruttero, figlia del traduttore Carlo Fruttero sul cui famosissimo manuale per traduttori I ferri del mestiere abbiamo già scritto un post.

Non mi dilungo ulteriormente sul programma delle giornate successive, ricordo però che il Salone si chiuderà il 20 maggio e che potete trovare le informazioni complete, aggiornate in tempo reale, sul sito dell’evento.

Per chi riuscirà a partecipare, consiglio vivamente di dare un’occhiata anche all’elenco degli incontri professionali, che quest’anno riguarderanno principalmente l’editoria digitale, le traduzioni e i social media.

Un’occasione unica per imparare e confrontarsi, insomma. Lo scorso anno abbiamo avuto un guest post da parte del nostro inviato toscano/torinese Gianluca Costagliola, su cui speriamo di poter contare anche quest’anno, così da darvi una descrizione completa e riflettere insieme sulle “impressioni a caldo” di chi c’è stato.

Buon Salone del Libro a tutti!

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Immagine tratta dal blog www.blog.untrabajo.es

Immagine tratta dal blog http://www.blog.untrabajo.es

di Daniela Corrado

Le attività di comunicazione sui social media rientrano nell’ottica di una comunicazione intesa come investimento e risorsa. I contenuti pubblicati su blog, social network ed altri canali rappresentano la “voce” di un’azienda, associazione, ente o, nel caso di un freelance, del proprio personal brand.

Pertanto le azioni di comunicazione sui social network vanno gestite in maniera professionale e ragionata, perché sono uno strumento strategico volto a far crescere e a rendere noto il valore e la qualità del brand e dei servizi offerti.

Dal punto di vista operativo, le azioni di comunicazione sui social network prevedono tre fasi essenziali: una prima fase di conoscenza e pianificazione delle azioni di comunicazione da svolgere; una seconda fase più “concreta”, di realizzazione e di gestione dei contenuti; e, infine, un ultimo step di verifica e di monitoraggio dei risultati.

Durante la prima fase si parte con la raccolta delle informazioni, per capire il contesto nel quale ci muoviamo, e si procede alla definizione degli obiettivi strategici e operativi, in modo da esplicitare chiaramente le finalità della nostra comunicazione. Questa fase è particolarmente importante (da essa, infatti, dipende la scelta delle azioni comunicative da intraprendere) e, nel caso di un incarico in outsourcing, è assolutamente necessario instaurare sin da subito una stretta collaborazione tra il professionista freelance e l’azienda, associazione o ente per cui si lavora.

Una volta definiti gli obiettivi, i pubblici di riferimento e la strategia si può passare al secondo step di natura più pratica e operativa. In questa seconda fase, in sintesi, si impostano i profili o le pagine sui social network, redigendo i testi di presentazione delle attività dell’azienda, ente o associazione, scegliendo e filtrando i contenuti da pubblicare, interagendo con gli utenti, sviluppando e implementando il network (anche con gli stakeholders) e promuovendo gli eventi, i prodotti e le attività in tempo reale.

La terza fase, last but not least, è essenziale per valutare l’impatto e gli effetti generati all’esterno (reattività e propositività dei clienti/utenti, interesse di nuovi o potenziali clienti/utenti, ecc.) e le eventuali discrepanze rispetto agli obiettivi di comunicazione prefissati.

È importante sottolineare che i social network favoriscono molto l’aspetto interattivo, aiutando nella creazione di veri e propri “legami” con gli utenti, pertanto la chiarezza e la semplicità (le famose regole di John Maeda) anche in questo caso fanno dei miracoli!

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di Daniela Corrado

Sempre più spesso sentiamo i grandi guru del marketing consigliare di usare Facebook e i social network in maniera intelligente: pianificando una linea editoriale precisa e strategie di comunicazione targeted oriented.  Cosa significa? È molto semplice. In pratica, si tratta di individuare i pubblici di riferimento (macrocategorie) , ovvero i destinatari  della comunicazione, e procedere a una successiva segmentazione del mercato nel dettaglio (microcategorie). Questo modo di fare, infatti, permette di  focalizzare meglio i contenuti (content) e, per usare una metafora, di indirizzarli a chi “ha orecchie per intendere”.

Eppure, probabilmente condizionata dai miei studi linguistici e in comunicazione pubblica, sono convinta che una comunicazione efficace, oltre a tener conto del target specifico, fattore che influenza notevolmente la selezione e la modalità di erogazione dei contenuti,  debba avere potenzialmente la capacità raggiungere il maggior numero di persone e, se possibile, riuscire a farsi comprendere chiaramente da tutti.

Partendo da questa riflessione, abbastanza semplicistica se vogliamo, mi sono chiesta, anche sulla base degli attuali trend di settore, se sarà mai possibile riuscire a creare, scegliere e organizzare i content  in maniera al contempo rilevante, orientata e globale.

È un’impresa impegnativa, ma non impossibile. E per raggiungere questo scopo, secondo me, è sufficiente ispirarsi a due concetti da tempo presenti in ambito web: usabilità e accessibilità.

Il content marketing prevede la creazione e diffusione di contenuti in grado di attrarre i prospects e trasformarli in customers. Negli ultimi anni si è compresa l’importanza della qualificazione dell’offerta dei contenuti; che non devono soltanto attrarre lettori  e essere ottimizzati per il web, ma dimostrarsi anche affidabili e diversificati. L’affidabilità e la diversificazione, infatti, giocano un ruolo importantissimo nella successiva fidelizzazione dei customers (che a quel punto diventano repeat buyers), e quindi, di rimando, anche sulla percezione della brand image.

In altre parole, chi svolge la funzione di content curator (o editor) ha una responsabilità enorme, sia nei confronti dell’azienda per cui opera (o di se stesso se si tratta di personal brand, come avviene per i traduttori e i freelance), che dei customers. La sua figura, in teoria della comunicazione, è assimilabile a quella dell’opinion leader. È lui, infatti, attraverso i contenuti che edita, ad educare e influenzare i prospects (e molto spesso anche eventuali partner e stakeholder) quel tanto sufficiente a far conoscere e amare il prodotto/servizio che offre e, se la sua strategia comunicativa è di successo, a creare marketing virale (attraverso la condivisione dei contenuti), convincendoti infine che è davvero un piacere fare affari con te e lavorare insieme. Magia? Quasi…

Quali vantaggi allora potremmo trarre dall’implementazione della nostra strategia di content marketing con i concetti di usabilità e accessibilità abitualmente utilizzati nella progettazione di sistemi informativi?

Se lo scopo dell’usabilità è misurare la qualità dell’interazione dell’utente con il prodotto durante l’uso, applicato ai content, questo concetto consentirebbe la creazione, progettazione e organizzazione di contenuti in maniera più efficace, efficiente e soddisfacente. In quest’ottica di miglioramento di qualità e organizzazione dell’informazione, infatti, sono sempre più orientate le modifiche degli algoritmi di Google (in grado, come sappiamo, di influenzare il posizionamento dei siti web) e lo sviluppo di recenti tecnologie e piattaforme legate alla content curation (ad es. Scoop.it, Storify, Pearltrees, Zite, Pinterest, ecc.).

Se, dall’altro lato, l’accessibilità consente che il maggior numero di persone possibile possa accedere ad un prodotto (ad es. attraverso il corretto caricamento di siti web da parte di vari browser o su device differenti), in applicazione al content marketing ciò offrirebbe l’opportunità concreta non solo di allargare il bacino di utenza del target, ma anche di sviluppare una nuova consistente fetta di mercato; quella che attualmente va sotto il nome di mobile content.

In altre parole, investire nell’usabilità e accessibilità dei content, anche attraverso la determinazione di criteri oggettivi a cui fare riferimento, consentirebbe di migliorare notevolmente le proprie strategie e il raggiungimento degli obiettivi.

D’altra parte, se in programmazione web lavorando sul lato server abbiamo un miglior controllo del lato client, perché lo stesso principio non dovrebbe valere anche per il content marketing?

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Project Management

La redazione di Help Traduzioni

Dopo l’imprevedibile successo del post sulla “schiacciata pasquale”, bisogna ammettere che le festività sono -ahimé- terminate.

Questa settimana, infatti, è stata piuttosto dura. Molti sono i progetti e le collaborazioni in atto, per cui c’è bisogno di tanta energia e tanto lavoro (in quest’ottica, devo dire, che la “schiacciata” ci ha supportato degnamente con il suo innegabile apporto ipercalorico…).

Come alcuni di voi avranno già notato, abbiamo adeguato il blog alle nostre nuove attività: non ci occuperemo più soltanto di traduzioni, ma anche di comunicazione, copywriting e social media marketing.

Se la passione per le lingue straniere, elemento propulsore della creazione di Help Traduzioni, si è formata sui banchi consumati e pieni di scritte della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Pisa, anche la passione per la comunicazione, il web e i social media è scaturita dalla “fame di conoscenza” mai arrestatasi, neanche dopo la laurea.

Finora non eravamo riuscite a concretizzare il nostro eclettismo nel lavoro, ma con questi nuovi progetti daremo spazio al nostro estro creativo e all’instancabile voglia di fare e lavorare che ci caratterizza.

Per questo dobbiamo ringraziare prima di tutto noi stesse, per l’impegno e la curiosità intellettuale che mettiamo in tutto ciò che facciamo, ma pure chi ha supportato e supporta il nostro sito e blog di cui -udite, udite!- abbiamo acquistato il dominio la settimana scorsa. Grazie.

Al momento stiamo collaborando nell’organizzazione di un paio di eventi a carattere culturale, su cui vi aggiorneremo a breve, approntando la sezione “dicono di noi”, con alcuni dei commenti più significativi inviatici da clienti, amici e lettori di Help Traduzioni, e infine, cigliegina sulla torta, stiamo pianificando uno spazio virtuale per dar voce non solo a chi certamente se l’è guadagnata con l’autorevolezza del proprio lavoro, ma anche a chi, in un periodo di crisi come quello in cui ci troviamo, è riuscito a rispondere in maniera creativa alla domanda, ormai diventata tabù, “cosa vuoi fare da grande?”.

Ecco, queste sono in sintesi le novità.

Speriamo, in ogni step, di avervi sempre al nostro fianco per supportarci (e anche criticarci, quando occorre!) nel percorso di vita, di crescita e di lavoro che Help Traduzioni ci ha aperto due anni fa.

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