Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘freelance’

gestione-separatadi Help Traduzioni

I consiglieri ACTA (Associazione Consulenti Terziario Avanzato) Ugo Testoni e Samanta Boni sono stati intervistati da Antonella Cignarale di Reportime, la rubrica di inchieste del team Gabanelli pubblicata sul Corriere della Sera online, sulla situazione di lavoratori autonomi e liberi professionisti non iscritti ad alcun albo.

Oltre a non avere alcuna rappresentanza nei tavoli di contrattazione sociale, moltissime categorie di professionisti freelance (traduttori, copywriter, grafici, archeologi, ecc.) rischiano di dover subire anche l’aumento vertiginoso dell’aliquota INPS (dal 27,72 % al 33%) per il fatto di essere iscritti alla gestione separata e non avere una cassa previdenziale di categoria.

Si potrebbe argomentare asserendo che anche molti lavoratori dipendenti sono sottoposti ad una aliquota del 33%, ma la differenza è che mentre il 33% versato dai dipendenti è calcolato sul reddito lordo annuo, quello dei lavoratori indipendenti viene invece calcolato sul totale costo del lavoro.

La situazione è davvero critica e merita una riflessione approfondita, oltre che un’ampia attenzione mediatica e civile.

Trovate qui in basso i riferimenti all’articolo e il video integrale dell’intervista in oggetto:

L’allarme del popolo delle Partite Iva: più del 60% se ne va tra tasse e contributi.

Annunci

Read Full Post »

Come-scrivere-un-curriculum

di Daniela Corrado

Scrivere il curriculum non è un’operazione semplice: c’è chi ha la tendenza a scrivere troppo poco e chi invece racconta ogni più piccolo dettaglio della propria esistenza.

Ecco -fatevelo dire- così non va! Cerchiamo di capirne insieme il perché.

L’ispirazione per la scrittura di un post sull’argomento è arrivata dopo aver letto l’articolo della giovane traduttrice Tereza Létalová, pubblicato sul suo sito web personale Translation Garden (che devo dire è semplice e molto ben fatto!).

Nonostante la poca esperienza, Tereza elenca 10 valide ragioni per cui i curriculum vitae vengono spesso respinti da chi deve operare una selezione. Tra le classiche motivazioni (CV troppo lungo, errori ortografici o tipografici nella lettera di presentazione, ecc.) compaiono due “errori” che secondo me è importante evitare:

.

  • Allegare il curriculum senza inserire una lettera di presentazione nel corpo della email (ATTENZIONE! Inserire in allegato la cover letter non vale!)
  • Non rispettare il canale di selezione proposto dall’agenzia o dal recruiter

.

Nel primo caso, è importante accompagnare il curriculum che state per inviare con poche righe (un altro errore piuttosto frequente è quello di scrivere una cover letter di oltre 20 righe); perché la lettera di presentazione, come dice il suo stesso nome, equivale ad una vera e propria “presentazione”, e tutti sanno quanto conta la prima impressione.

Il consiglio, in questo caso, è di scrivere in maniera fluida e sintetica le ragioni dell’invio del vostro curriculum. “Presentazione”, infatti, non significa necessariamente dire tutto di sé.

Non so voi, ma di solito quando incontro una persona, stringendole la mano per la prima volta, non sto a dirle: “Piacere, sono Daniela Corrado. Come può vedere lei stesso ho i capelli chiari e gli occhi verdi. Mi piace leggere, andare al cinema e fare sport. Amo anche gli animali. Spero pertanto che potrebbe prendere in considerazione la possibilità di andare d’accordo…”

Inviare una lettera di presentazione contenente un’esposizione chilometrica del percorso di studi, delle certificazioni e delle esperienze professionali, anche piccole, ha più o meno lo stesso effetto della pseudo-orripilante conversazione sopra citata.

.

Prima impressione prodotta: decisamente negativa.

.

Rileggere più volte la cover letter (la chiamo così, tanto ormai va di moda), perché no, anche ad alta voce, è importante. Mai inviare prima di aver riletto tutto attentamente. Il contenuto deve risultare piacevole, interessante e spingere chi lo riceve ad aprire l’allegato e dare un’occhiata al vostro CV.

Nel secondo caso, ovvero “rispettare il canale di selezione”, è importante capire che se, da un lato, ci siete voi alla ricerca di lavoro; dall’altra, c’è un interlocutore che ha bisogno di nuove professionalità in grado di poterlo supportare. Chi assume, di solito, non lo fa perché ha soldi in più da spendere, ma perché è oberato, forse anche sotto pressione, e ha la necessità di trovare qualcuno a cui delegare parte delle sue mansioni. Per cui, se in un annuncio viene richiesto di inviare la candidatura via email, ogni altro canale di invio del CV è sconsigliato, in quanto aumenta il carico di lavoro dell’interlocutore in questione; che, se non dispone di personale da adibire esclusivamente al recruiting, rischia di impazzire nel rispondere e valutare ogni email, e si limiterà semplicemente a cestinare il vostro curriculum, non per cattiveria, ma per sopravvivenza!

Ad esempio, nel caso di una nostra recente selezione per un collaboratore madrelingua inglese, in molti hanno inviato il curriculum via Proz; eppure l’annuncio specificava chiaramente di inviare le informazioni richieste per email.

Conclusione: pur avendo preso in considerazione alcuni dei primi curriculum arrivati attraverso questo canale non richiesto, alla fine ci siamo visti costretti a non considerare le candidature pervenute in questa maniera. Ci è dispiaciuto, perché chissà quanti traduttori in gamba avrebbero avuto una chance spulciando meglio fra quei curriculum non letti, ma purtroppo il tempo a nostra disposizione per la selezione era limitato. L’obiettivo era trovare forza lavoro in più, non togliere tempo ed energia alle tante attività che già avevamo da svolgere. Quindi ci è sembrato corretto privilegiare chi, nel rispondere all’annuncio, si è attenuto alle regole da noi specificate. Perché? Ha avuto attenzione nei nostri riguardi.

Il consiglio finale che mi sento di dare è di leggere gli spunti autorevoli sull’argomento presenti nel web. Il blog Want Words della traduttrice polacca Marta Stelmaszak (da cui è possibile scaricare gratis un ebook con consigli pratici per la compilazione del CV per traduttori) è un esempio. Ovviamente bisogna tener presente che i consigli, anche quelli dati dai professionisti, vanno sempre contestualizzati; e pertanto, nel caso della Stelmaszak, adattati al mercato italiano.

Per consulenze, informazioni o chiarimenti potete sempre scriverci all’indirizzo email helptraduzioni@ymail.com, contattarci attraverso il form che trovate nella pagina Contact us, o scriverci su Facebook. Buon CV!

Read Full Post »

Help Traduzioni - team di traduttori

di Help Traduzioni

Un noto proverbio afferma che “chi cerca trova”, e in questi ultimi mesi abbiamo avuto modo di ampliare il nostro network di nuove professionalità, coinvolgendo nei progetti di Help Traduzioni altri colleghi freelance.

A questo proposito, vogliamo ringraziare tutti i traduttori che hanno partecipato alla nostra selezione, lanciata alcune settimane fa sui social e su Proz, per collaborare con noi a settembre in un progetto di traduzione per il marketing che ci vedrà piuttosto coinvolti. Grazie!

Tra i vari CV e prove di traduzione esaminati ha passato la selezione la collega Lucy Vauclair a cui diamo il nostro caloroso benvenuto!

Un grazie speciale va anche alle colleghe traduttrici -il cui lavoro e supporto è stato per noi preziosissimo!- Barbara Zwirn e Debora Tasca: entrambe instancabili, affidabili e estremamente disponibili.

Un saluto di benvenuto, inoltre, va alla nostra collega freelance, amica e grafica pubblicitaria, Anna Carboni; che d’ora in poi si occuperà della realizzazione e supervisione dei nostri progetti di grafica pubblicitaria editoriale.

Le vacanze estive, come potete intuire da questo post, non hanno fatto altro che “ricaricarci” di idee e progetti. Per questo ringraziamo tutti i colleghi con cui abbiamo avuto il piacere di lavorare finora, e accogliamo entusiasti queste nuove collaborazioni!

Continuate a seguire il nostro blog e a scriverci! Un saluto, Angela & Daniela

Read Full Post »

HelpTraduzioni-richiesta-preventivo

diDaniela Corrado

Questo post è dedicato a un argomento che può sembrare in prima analisi banale, ma che non è certo da sottovalutare per chi svolge un lavoro da freelance: mi riferisco alla scrittura del preventivo.

.

.

Giorni fa mi lamentavo su Facebook della richiesta di preventivi per le traduzioni senza dar modo al traduttore di visionare il testo. Ecco, il preventivo, a mio parere, è un passo importante nell’acquisizione del cliente. Attraverso la precisione e la correttezza del preventivo il freelance riesce a parlare di sé, presentare il lavoro che andrà a fare, ritagliare una tariffa “su misura” che meglio si adatti alle esigenze del cliente e, soprattutto, stabilire un primo importante contatto basato sulla professionalità e la fiducia.

Impostare sin dal primo momento una buona comunicazione, ascoltare le esigenze del cliente e ideare un preventivo che soddisfi a pieno sia il professionista, sia chi necessiti di una prestazione professionale è dunque un passaggio delicato ma essenziale.

Perché ho usato il termine “delicato”? Perché l’idea che il cliente si fa di noi, della nostra professionalità e del nostro lavoro passa obbligatoriamente da lì. Se il preventivo non va bene e non soddisfa le aspettative di chi lo riceve, ovviamente la comunicazione si chiude e il lavoro è perso.

.

Apro una piccola parentesi: nonostante l’importanza di ascoltare e la buona volontà di realizzare una richiesta siano in cima alla lista delle priorità, bisogna tuttavia ammettere che chi scrive o chiama per ricevere un servizio non sempre ha piena coscienza di ciò che è davvero più adatto al suo scopo, e quasi sempre occorrono le domande “giuste” da parte del professionista per capire come poter pienamente soddisfare le sue necessità:

.

Una volta, ad esempio, all’inizio della mia carriera di traduttrice, mi capitò un cliente che necessitava di una traduzione del curriculum, e fin qui nulla di strano. Nella mia ingenuità di traduttrice alle prime armi non mi venne in mente di chiedere al cliente se il curriculum fosse destinato a più aziende con l’obiettivo di ricercare un impiego al di fuori dell’Italia, ad un’azienda specifica con sede in una località determinata, o per la partecipazione ad un bando. Il risultato fu che io lo tradussi in British English per poi vederlo pubblicato sul web in un inglese che, in realtà, era una via di mezzo tra l’American e il British! Una cosa inguardabile, vi giuro. Probabilmente il cliente aveva bisogno di una traduzione in American English, ma aveva omesso di dirmelo (e io di chiederlo) e così, nel tentativo di adattare ciò che io gli avevo consegnato, e che certamente a lui sembrava un po’ troppo pieno di “s” dove invece era sempre stato abituato a vedere delle “z”, decise di fare da sé e modificare la traduzione…

È un esempio banale, ma vi giuro che ci misi del tempo per capire cosa fosse successo, per quale ragione la mia traduzione fosse stata così storpiata, e soprattutto ricordo che con sollievo pensai: “Per fortuna non c’è il mio nome scritto lì sotto…

.

Per cui, nella prima comunicazione scritta o telefonica, ancor prima di buttare giù la vostra proposta di preventivo, è importante capire bene cosa “serve”, e non tanto cosa “vuole” chi sta dall’altra parte.

Detto questo, l’abitudine di fare preventivi senza vedere il testo che si andrà a tradurre per me è fuori da ogni logica. Probabilmente è un mio limite, non so. Posso informare il cliente delle mie tariffe in maniera generica, questo sì, ma non posso di certo dirgli quanto esattamente andrà a spendere senza vedere la base del lavoro. Per cercare di spiegare questo mio punto di vista ai clienti, che quasi mai capiscono questa cosa e vogliono sempre semplicemente “avere un prezzo” (possibilmente basso), uso spesso la metafora che io chiamo del “muratore”:

.

Se un cliente necessita della ristrutturazione di un appartamento che ha acquistato, il muratore, o chi si occuperà della ristrutturazione, fissa con lui un appuntamento per visionare la proprietà. Sulla base delle richieste del cliente, il budget, la struttura della casa e le misure prese, si andrà poi a proporre un preventivo ritagliato apposta per quel cliente e quella proprietà. Per le traduzioni (ma anche per la creazione di un sito internet, un progetto di grafica, la scrittura di un articolo o una campagna di web marketing)  è esattamente lo stesso procedimento. Non basta avere una richiesta generica per esprimere con precisione una proposta di compenso, occorre poter vedere la struttura e la base del lavoro.

Dal momento che il preventivo è l’accordo iniziale su cui si baseranno non solo i rapporti con il cliente, ma anche i potenziali lavori futuri, è importante tenere aperte le orecchie e le idee per sfruttare questo strumento nel modo più efficace e proficuo per noi e per chi ci contatta. Appena ho un po’ di tempo cercherò di scrivere qualcosa di più specifico, un po’ di tips, su come redigere un preventivo

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: