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Cari tutti,

avvisiamo che dal mese di settembre 2014 questa versione del blog non verrà più aggiornata. C’è sempre un po’ di tristezza quando qualcosa finisce, ma in questo caso c’è anche tanto entusiasmo per la grafica rinnovata e i nuovi servizi.

Vi invitiamo a visitare la nuova versione del nostro sito www.helptraduzioni.com e del BLOG.

Per ricevere le notifiche dal nuovo blog, se siete già iscritti a questo, non sarà necessario compiere un’altra iscrizione.

Per chi invece non fosse iscritto e volesse farlo, potete seguirci da qui: SEGUI IL BLOG!

Per qualsiasi altra richiesta o informazione, come al solito trovate i nostri numeri e indirizzi email nella sezione CONTATTI.

Stay tuned! Daniela Corrado e Angela Di Giorno di Help Traduzioni 🙂

 

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Help Traduzioni, Pisa - Creare un sito con Cms, quale scegliere?

di Daniela Corrado

Questo post è rivolto in primis ai traduttori, e più in generale a tutti i freelance, o a chiunque abbia necessità di aggiornare i contenuti delle pagine web con una certa frequenza, oppure creare un sito web o un blog con un minimo investimento economico iniziale.

La soluzione ottimale per creare un sito internet senza conoscere la programmazione, e quindi senza avere a che fare con l’Html o i Css, si chiama Cms.

Vediamo insieme che cos’è un Cms e come funziona.

Il termine Cms sta per Content management system, in altre parole un Cms è un software che ci consente di gestire i contenuti (testi, documenti, immagini, ecc.) in maniera flessibile, semplice e dinamica.

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Vantaggi di un Cms


  • semplicità nella progettazione
  • facilità dell’aggiornamento
  • economicità
  • possibilità di pubblicazione multiutente
  • adattabilità a diversi tipi di contenuti
  • facilità di integrazione con i social media e posizionamento nei motori di ricerca
  • possibilità di gestire versioni diverse del sito da vari dispositivi (standard, mobile, tablet, cellulari, smartphone)

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Svantaggi di un Cms


  • standardizzazione/poca personalizzazione del design
  • attacchi hacker alla piattaforma che ospita il sito
  • necessità di usare un database managemet system (fanno ovviamente eccezione i Cms text-based)

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Scorrendo rapidamente quanto scritto qui sopra, un Cms può sembrare la soluzione a tutti i vostri problemi, dal momento che i vantaggi sembrano superare di gran lunga gli svantaggi.

In effetti, in parte è così, ma la scelta di optare o meno per un Cms dovrebbe tenere conto, in maniera molto seria e ponderata, dell’uso che intendete fare del vostro sito.

Se il vostro progetto è di darvi al blogging, creare una community o un forum, operare in certi settori dell’e-commerce, dare vita a progetti o portali che richiedono copywriting o traduzioni multiutente, oppure potrebbe prevedere una struttura piuttosto complessa che necessiterà di molte pagine web e di frequenti aggiornamenti, allora un Cms è senz’altro ciò che fa per voi.

D’altra parte, se ciò di cui avete bisogno è un semplice sito vetrina corredato di un portfolio clienti, oppure sapete già che non avrete il tempo o la necessità di aggiornare settimanalmente i contenuti del vostro sito internet, la scelta di usare un Cms per voi -purtroppo- non ha molto senso.

In altre parole, un Cms può rivelarsi molto utile per un agente immobiliare che volesse inserire frequentemente sul proprio sito una notevole quantità di annunci, integrandoli con foto o virtual tour delle proprietà che affitta o vende. Al contrario, sarebbe davvero poco utile a un traduttore che avesse come obiettivo quello di crearsi una semplice vetrina con CV, pubblicazioni, esperienze professionali e quant’altro.

Ciò non vuol dire che sconsiglio l’uso dei Cms ai traduttori (anzi!), ma è importante capire chiaramente fin dall’inizio che, se si decide di utilizzare un Cms, per rendere “vivo” il proprio sito e far sì che i clienti sappiano che ci siete, ovvero ottenere visibilità e reperibilità sui motori di ricerca, bisognerà prendersi l’onere di aggiornare il proprio sito in maniera costante; il che implica imparare a scrivere bene e in modo orientato al mondo del web. Se non vi piace la scrittura, allora è decisamente meglio cambiare strumento…

Detto questo, quale Cms scegliere? WordPress, Joomla, Magento, Drupal, vBullettin, PhpBB, AIOCP, Cms Made Simple, Papoo, MonkeyCms, e chi più ne ha più ne metta?

Dal momento che mi sono già dilungata fin troppo, mi riprometto di continuare questo discorso nei prossimi post, cercando di operare un confronto e sintetizzare all’osso i vantaggi e le caratteristiche di alcuni dei più famosi Cms. 😉

Per avere consulenza su questi argomenti o sulla creazione e gestione di siti internet e blog tramite Cms, potete utilizzare il nostro form di contatto che trovate nella sezione Troubles? Contact Us.

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di Daniela Corrado

In occasione del  corso di Traduzione editoriale che si terrà il 15 settembre a Milano, riproponiamo un post dal blog di Sabrina Tursi, Direttrice didattica di STL, scritto qualche mese fa dalla docente Chiara Marmugi.

Le riflessioni di Chiara Marmugi sono maturate in occasione della prima edizione pisana del corso di Traduzione editoriale (25 febbraio scorso), ma non per questo possono dirsi “datate”.

Crediamo che sia importante leggerle per confrontarsi con chi da anni traduce testi e materiale editoriale di vario genere, e soprattutto siamo convinte che Chiara dia ottimi consigli dettati non solo dalla sua esperienza, ma dalla passione per il suo lavoro e dal cuore.

Con Sabrina abbiamo pensato di organizzare questo corso perché ogni volta che mi capita di parlare in pubblico immancabilmente qualcuno domanda: “Come si diventa traduttori letterari?” e dato il contesto non riesco mai a rispondere in maniera esaustiva.
È chiaro che non esiste una formula magica che ci apre le porte dell’editoria, ma al corso cercheremo di darvi qualche consiglio che potrà aiutarvi a bussare nei modi e con i tempi giusti, e a evitare soprattutto gli errori fatali che molti principianti non sanno di commettere.
Qualche suggerimento però vorremmo darvelo anche qui sul blog di STL, nel caso non aveste il tempo per venire a lezione.
Il primo consiglio che mi sento di dare, e che a molti potrà apparire scontato, è quello di studiare. Studiare bene la lingua di partenza, qualsiasi essa sia, ma anche la lingua di arrivo, nel nostro caso l’italiano. Lingua source e lingua target sono ugualmente importanti. La prima possiamo anche darla per scontata, visto che a nessuno verrebbe in mente di intraprendere la carriera di traduttore o traduttrice senza conoscere la lingua da cui si vuole tradurre. Ma la conoscenza della seconda, ovvero della propria lingua, come si approfondisce? Come si impara a scrivere bene in italiano?
Innanzi tutto leggendo molto. Leggendo cose scritte bene e leggendo testi che trattano gli argomenti su cui vorremmo lavorare. Se vorreste tradurre gialli, leggete dei bei gialli, scritti bene, sia in italiano che in traduzione. Individuate dei bravi scrittori e dei bravi traduttori e spulciate i loro testi. Se invece vi piace la critica d’arte, saccheggiate i cataloghi delle mostre, gli illustrati e i libri di critica e analizzate frase per frase, concentrandovi sulla terminologia – già che ci siete, iniziate a crearvi un bel glossario personalizzato – e sulla sintassi, ma anche sul ritmo del testo e sulla voce narrante. Lo stesso vale per la letteratura rosa, i libri per ragazzi, i fantasy, il romanzo storico, la letteratura di viaggio…
Visto che volete imparare a scrivere per tradurre, un altro consiglio che posso darvi è quello di confrontare un testo tradotto e pubblicato con il suo originale. Esistono fior di traduttori da ogni lingua, individuate quelli che stimate di più e fate un vero e proprio lavoro di bottega provando a pre-tradurre i testi e poi facendo il confronto con le loro pubblicazioni. Sarà come avere un insegnante tutto per voi.
E l’ultimo suggerimento che posso dare a chi vuole imparare a scrivere in un buon italiano è quello di… scrivere! Scrivete appena potete e rileggetevi tanto e spesso, in modo tale da individuare gli errori per voi più ricorrenti e lavorare poi su quelli. Ai miei allievi consiglio spesso di aprire un blog, perché scripta manent e soprattutto vanno in giro per il mondo, obbligandovi a curare bene lo stile, se volete essere letti. Potete scrivere di tutto, recensioni di libri e film, critiche a traduzioni già pubblicate, ma anche la cronaca degli avvenimenti del palazzo in cui vivete, le imprese di vostro figlio – il mommy-blogging al momento va fortissimo! – i pensieri del vostro cane… scrivete di un argomento che vi sta a cuore, rileggete spesso e con attenzione e vedrete che con l’esercizio la scrittura sarà sempre più fluida e corretta e di conseguenza le vostre traduzioni zoppicheranno sempre meno.

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Help Traduzioni: consigli per traduttori alle prime armi

di Daniela Corrado

Vorrei segnalare un articolo molto interessante di Jill Sommer, traduttrice dal tedesco all’inglese.

Partendo dal commento di una giovane traduttrice alle prime armi, Jill Sommer approfondisce le difficoltà di chi inizia il lavoro del traduttore fornendo dei consigli molto utili.

Un’attenzione particolare meritano, almeno all’inizio, il marketing e la pubblicità -per esempio attraverso i social media– per farsi conoscere da potenziali clienti e colleghi.

Per il resto gli ingradienti essenziali sono pazienza, costanza e un pizzico di fortuna! 😉

Buona lettura!

Musings from an overworked translator

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