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Archive for the ‘Eventi e convegni’ Category

Fiumi - Help Traduzioni

 

di Angela Di Giorno

Segnalo con piacere questa iniziativa che coinvolge due ambiti a me cari e a cui, di solito, viene dato troppo poco spazio: la poesia e la traduzione.

Il premio, intitolato al poeta e traduttore Lionello Fiumi (1894-1973)è bandito dalla Biblioteca Civica del Comune di Roverchiara (VR), la città in cui il poeta abitò per venti anni, prima di trasferirsi per un lungo periodo a Parigi. Fiumi sposò la parigina Marta Leroux (ricordata in una delle sezioni del premio) e svolse un’instancabile opera di divulgazione della cultura italiana all’estero, opera che gli valse nel 1954 il Gran Prix des Amitiès Francaises, due premi dell’Accademia d’Italia e il titolo di ambasciatore letterario dell’Italia.

Il bando ha scadenza il prossimo 31 agosto 2014 e prevede la possibilità di partecipare ad una delle tre sezioni:

A. Raccolta edita di poesia;

B. Poesia inedita;

C. Premio “Marta Leroux” per un’opera edita in versi o in prosa tradotta dalla lingua francese.

È possibile consultare il regolamento completo sul sito del Comune di Roverchiara.

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Dai nostri laboratori di inglese presso il Baby Planet a Pisa

Dai nostri laboratori di inglese presso il Baby Planet a Pisa

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Con il mese di maggio, termineranno i nostri laboratori di inglese per i più piccoli presso il Centro psicomotorio al Baby Planet di Pisa. Da giugno ad agosto, sarà comunque possibile giocare e svolgere attività in lingua inglese all’interno dei campi solari organizzati dal centro.

Rispetto ai laboratori, dove gli incontri prevedevano  un percorso strutturato per nuclei tematici (home, food, clothes, colours, weather, etc.), durante i campi solari ci si concentrerà maggiormente su giochi di movimento e canzoni.

Come già sa chi ha seguito i laboratori di quest’anno, per i bambini al di sotto di 3 anni nei primi incontri è richiesta la presenza dei genitori.

Per informazioni e iscrizioni contattare noi al 050 69479 – 320 8662900 (Angela Di Giorno e Daniela Corrado) o la direttrice didattica della ludoteca Elisa Citti al 3478100561.

Vi aspettiamo!

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La Giornata del traduttore - Edizione 2013

La Giornata del traduttore – Edizione 2013

Good news!

Giunge alla seconda edizione ‘La Giornata del traduttore’ a Pisa, un incontro che ha l’obiettivo di mettere in contatto traduttori e aziende interessate ai processi di internazionalizzazione, promuovendo il networking fra colleghi e i percorsi di alta formazione.

Negli ultimi anni, la professione del traduttore è profondamente mutata: assieme al ruolo di consulente linguistico e mediatore culturale, al traduttore sono richieste competenze sempre più specifiche e settoriali, anche in ambiti extra-linguistici (editing, marketing, web communication, copywriting, ecc.). Lo scopo della Giornata è quello di aprire una finestra sul mondo del lavoro, cercando di definire nuovi orizzonti professionali.

L’edizione di quest’anno si terrà il 20 settembre presso il Palazzo dei Congressi di Pisa. I posti sono limitati ed è previsto uno sconto per le iscrizioni early booking entro il 31 maggio. Nella quota di iscrizione è compreso anche il pranzo di networking.

Trovate maggiori informazioni sul programma della Giornata, i workshop collegati all’evento e le modalità di iscrizione sul sito:

 www.lagiornatadeltraduttore.it

Vi aspettiamo a Pisa!

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Uno dei quadri di Esref Armagan www.armagan.com

Uno dei quadri di Esref Armagan http://www.armagan.com

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Riportiamo qui di seguito un’interessante intervista alla Prof. Giovanna Marotta, Ordinaria di Linguistica presso il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa.

L’argomento è la ricerca presentata all’interno dell’Open Day della Ricerca, tenutosi a Pisa pochi giorni fa. Il tema, in sintesi, riguarda il ruolo della vista nel processo cognitivo di rappresentazione semantica della realtà negli individui non vedenti congeniti, in relazione anche a quello dei vedenti.

Buona lettura!

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Intervista

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1. In riferimento allo studio presentato quest’anno all’interno dell’Open Day della Ricerca di Pisa, dal titolo Il cervello al buio. Vedere con le lenti del linguaggio, un articolo del 3 ottobre scorso, apparso sul sito ansa.it , presentava il lavoro del suo team esordendo con il titoloBrain does not need eyes to see”.  Si tratta di uno dei tanti titoli ad effetto tipici del linguaggio giornalistico, o c’è anche un fondo di verità?

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Risposta GM: La frase ha un senso se intendiamo ‘vedere’ non semplicemente come vedere mediante la stimolazione retinica dei nostri organi di senso visivo, ma come creare una rappresentazione del mondo esterno nella nostra mente, anche grazie al ruolo basilare del linguaggio nella cognizione umana: da questo punto di vista, vedenti e non vedenti non sono dissimili, dal momento che i loro cervelli sfruttano le stesse strutture corticali e funzionano nello stesso modo.

2. Alla luce di quanto detto finora, come è avvenuto lo studio sulla rappresentazione semantica degli oggetti da parte dei non vedenti? Ovvero, come è stato possibile stabilire con precisione come un non vedente vede e rappresenta a se stesso i referenti concreti del mondo reale (ad es. un albero, un tavolo, un semaforo, ecc.)?

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Risposta GM: Abbiamo chiesto ad un gruppo di non vedenti congeniti ed a un gruppo di vedenti con le stesse caratteristiche sociali e sociolinguistiche (quali età, genere, grado di istruzione, luogo di nascita) di elencare le proprietà associate ad una serie di stimoli linguistici, quali animali (ad es., cane, gatto), frutta (mela, banana), veicoli (automobile, aereo) o strumenti (martello, cacciavite).

I dati raccolti sono risultati nel complesso non solo comparabili, ma statisticamente indifferenziati nei due gruppi. Anzi, in molti casi la produzione linguistica dei non vedenti è stata più ricca e dettagliata di quella corrispondente dei vedenti, a conferma che in assenza di input retinico il linguaggio gioca un ruolo fondamentale nella costruzione delle rappresentazioni semantiche.

3. Le stesse similarità emergono anche per la rappresentazione dei concetti astratti o dei colori?

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Risposta GM: Nel caso dei concetti astratti, quali allegria, o tristezza, non abbiamo riscontrato differenze, proprio perché tanto i vedenti quanto i non vedenti ancorano il significato di questi concetti all’espressione linguistica.

Viceversa, nell’uso dei termini di colore si rileva un’interessante divergenza, dal momento che i non vedenti, non potendo avere esperienza diretta del colore, ne conoscono soltanto il significato linguistico. Non a caso, i non vedenti hanno fatto minore ricorso ai colori nell’elenco delle proprietà semantiche associate a parole relative al campo semantico della frutta, in cui il colore è tratto saliente sul piano percettivo visivo.

In altri termini, i non vedenti sanno che la banana è gialla, ma poiché per loro ‘giallo’ è soltanto una parola, e non corrisponde ad un’esperienza percettiva, tendono a non fare riferimento a questa proprietà come significativa, come invece accade per i vedenti. Buona parte dei risultati delle ricerche empiriche svolte dal mio gruppo di ricerca sono già rese disponibili in rete e consultabili gratuitamente all’indirizzo:

 http://sesia.humnet.unipi.it/blind_data.

4. Come si può spiegare l’uso perfetto della prospettiva nei dipinti del pittore turco cieco dalla nascita Esref Armagan?

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Risposta GM: I non vedenti sono perfettamente in grado di disegnare, tanto oggetti che panorami, facendo impiego di colori appropriati e delle giuste dimensioni prospettiche.

Ciò è reso loro possibile dalla capacità cognitiva, che condividono con gli altri esseri umani, di rappresentare oggetti e spazi  a livello mentale sopra-modale, cioè non direttamente ed esclusivamente dipendente da un canale sensoriale unico e specifico, vale a dire la vista.

Nei non vedenti, in particolare, il senso del tatto è in grado di fornire le informazioni necessarie alla creazione della rappresentazione tridimensionale, che da piccola scala, quale quella di un oggetto, per poi estendersi su larga scala, come accade per gli spazi ampi e i paesaggi.

5. In conclusione, quali possono essere le applicazioni possibili per questo tipo di studi?

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Risposta GM: La ricerca sulla cecità può fornire utili indicazioni sul rapporto tra cognizione e percezione, aprendo nuove prospettive anche sul versante applicativo, oltre che teorico.

Sul piano sociale, lo studio linguistico e comportamentale degli individui ciechi congeniti può diventare uno strumento utile per facilitare l’emancipazione socio-economica delle persone non vedenti.

Alcune esigenze che sono emerse dal contatto con queste persone riguardano in primo luogo la gestione degli spazi pubblici; ad esempio, la sonorizzazione degli impianti semaforici o la presenza di segnali sonori negli uffici pubblici potrebbe facilitare la possibilità di muoversi in autonomia e sicurezza.

Per ulteriori informazioni sulla ricerca e sulle possibili ricadute sul piano sia teorico e linguistico che pratico e sociale,  vi rinviamo al volume ‘Parlare senza vedere’, pubblicato dalla casa editrice ETS di Pisa.

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